Chi torna da un viaggio ricorda i paesaggi, ma soprattutto le persone: il tè offerto da uno sconosciuto, il sorriso di un bambino in un villaggio dell'Atlante, la musica intorno al fuoco nel deserto. Il popolo del Marocco è il risultato di millenni di incontri tra culture diverse, e capirlo un po' rende il viaggio molto più ricco.
Noi siamo berberi del deserto e in questa guida ti raccontiamo, in modo semplice, chi sono i marocchini, che lingue parlano e come si vive ogni giorno.
Gli amazigh, il popolo originario
I berberi, che preferiscono chiamarsi amazigh, cioè uomini liberi, abitano il Nord Africa da migliaia di anni. Nel Marocco di oggi la cultura amazigh è ovunque: nelle montagne dell'Atlante e del Rif, nelle oasi del sud, nella musica, nei tappeti, nei gioielli e nella cucina. I nomadi del deserto intorno a Merzouga fanno parte di questa storia.
Arabi, andalusi, ebrei e gnawa
Con l'arrivo dell'islam, tra il VII e l'VIII secolo, giunsero le popolazioni arabe; nei secoli successivi arrivarono gli andalusi fuggiti dalla Spagna, che portarono architettura e musica, e per lungo tempo il Marocco ha ospitato una grande comunità ebraica, di cui restano i mellah delle città. I gnawa, discendenti di popolazioni dell'Africa subsahariana, hanno dato al paese una musica spirituale unica, che puoi ascoltare a Khamlia vicino a Merzouga.

Le lingue del Marocco
Dal 2011 le lingue ufficiali sono due: l'arabo e l'amazigh (tamazight), scritto con l'alfabeto tifinagh che vedrai sui cartelli. Nella vita di tutti i giorni si parla la darija, l'arabo marocchino. Il francese è molto diffuso nelle città e nel turismo, lo spagnolo al nord. Molte guide e autisti parlano anche italiano: imparare qualche parola, come salam (ciao) e shukran (grazie), apre tanti sorrisi.
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Religione e ritmi della giornata
La grande maggioranza dei marocchini è musulmana. Il richiamo alla preghiera scandisce la giornata, il venerdì è il giorno della preghiera comunitaria e del couscous in famiglia, e durante il Ramadan la vita si sposta verso la sera. Il Marocco è un paese tollerante e abituato ai visitatori: basta un po' di rispetto per i luoghi e i momenti religiosi.
Famiglia e ospitalità
La famiglia è al centro di tutto: si vive spesso in famiglie numerose, si mangia insieme da un piatto comune e gli anziani sono molto rispettati. L'ospitalità è sacra: è normale essere invitati a bere un tè alla menta, e rifiutare del tutto è quasi scortese. Se vieni invitato in una casa, porta qualcosa di dolce o della frutta.

Il popolo del Marocco nella vita quotidiana
- il souk settimanale, dove i villaggi si incontrano per comprare, vendere e chiacchierare
- l'hammam, il bagno pubblico, luogo di pulizia e di incontro
- il tè alla menta, offerto a ogni ospite
- l'abbigliamento tradizionale: djellaba, kaftano, il copricapo colorato delle donne berbere e il cheche blu dei nomadi
- le feste, i matrimoni e i moussem, con musica, danze e cavalieri
Come comportarsi: piccoli consigli
- saluta sempre prima di chiedere qualcosa
- chiedi il permesso prima di fotografare una persona
- usa la mano destra per dare e ricevere
- vesti in modo sobrio nelle medine e nei villaggi
- accetta il tè: è il modo migliore per conoscere qualcuno
Se vuoi incontrare il Marocco più autentico, prova le nostre esperienze di cultura locale, come il pranzo con una famiglia nomade o la musica gnawa di Khamlia, e leggi anche la guida sulla mano di Fatima.
Domande frequenti: popolo del marocco
Per preparare il viaggio: Informazioni turistiche ufficiali sul Marocco.





